L’arrivo della primavera porta con sé l’arrivo delle allergie. Sono in tanti a soffrire di allergie in questa particolare stagione dell’anno. Ciascuna di esse provoca fastidi e disturbi diversi. Vediamo quali
Come nascono le allergie?
Le allergie sono patologie immunitarie caratterizzate da ipersensibilità verso particolari sostanze, e delle malattie ad esse correlate.
Le immunoglobuline E (IgE) sono anticorpi che fanno parte del sistema immunitario, normalmente presenti nel circolo ematico in concentrazioni molto basse e che difendono l’organismo dagli “agenti estranei”.
Nei soggetti geneticamente predisposti, quindi allergici, il contatto, l’inalazione e/o l’esposizione a sostanze estranee (allergeni) provoca un’abnorme risposta immunitaria che si manifesta coi sintomi tipici dell’allergia.
In primavera gli allergeni più comuni, sono generati dalla fioritura di alberi e piante erbacee come i pollini di betulla, carpino, nocciolo e ontano e dalla fioritura dell’ulivo e della parietaria.
Allergie primaverili: quali sono
Le più comuni sono quelle ai pollini. Ma a marzo si aggiungono anche la Parietaria, tipica del Centro Italia e l’allergia alle Graminacee, già a partire da metà mese, e che in particolare colpisce gli abitanti del sud Italia.
Ad aprile la più alta concentrazione di pollini: con Graminacee, Parietaria, Betulacee, Cupressacee, Oleacee, Platanacee presenti su tutto il territorio.
Allergie primaverili: i test consigliati
La prima cosa da fare è rivolgersi ad un allergologo, il quale consiglierà il migliore iter diagnostico per individuare la causa dell’allergia.
Oltre ai comuni prick test, alle visite specialistiche (otorinolaringoiatrica, dermatologica), esami strumentali (indagini radiologiche, polisonnografia, breath test) si consiglia l’esecuzione di esami ematici per la ricerca dell’allergene.
Presso Biolab puoi effettuare il RAST test, cioè il dosaggio delle IgE specifiche, utile a determinare verso quale allergene l’organismo risulta suscettibile.
(Consulta qui l’elenco dei test sulle allergie).
Allergie primaverili: quali reazioni provocano
Sono tre i sintomi che determinano le allergie primaverili: la rinite, la congiuntivite e l’asma. La rinite allergica, si presenta con naso chiuso e che cola, starnuti e prurito; la congiuntivite, che si manifesta con arrossamento e lacrimazione degli occhi; e infine l’asma, che provoca fiato corto, sensazione di costrizione al torace e respiro lento.
Allergie primaverili: quali i rimedi
A seconda del sintomo che l’allergia provoca, ci sono vari modi per diminuire i fastidi. La rinite può essere curata con un antistaminici o viceversa con cicli di terapie intranasali, come cortisonici o farmaci topici a base di cortisonici e antistaminici. La congiuntivite altrettanto, con cortisonici per via oculare, come i colliri.
Tutt’altra cosa per l’asma, che essendo una condizione infiammatoria delle vie aeree necessita di corticosteroide inalatorio e/o di un broncodilatatore a lunga durata d’azione
In casi di persistenza aggressiva dell’allergia, si ricorre alla cura con farmaci biologici attraverso una cura che dura dai 3 ai 5 anni e che consiste nella somministrazione di piccole quantità di allergene in modo da rendere la persona meno vulnerabile all’esposizione nel periodo di maggiore incidenza, quello appunto primaverile.





