Circa 9 mila diagnosi l’anno in Italia. 7 individui su 10 sono donne. Vediamo insieme di cosa si tratta e come convivere con l’intolleranza al glutine.
La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino tenue che si scatena nelle persone geneticamente predisposte ingerendo glutine. Secondo i dati riportati nella Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia realizzata dalla Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della salute, con il contributo dell’Istituto superiore di sanità, a soffrirne è l’1% della popolazione italiana.
In media, infatti, nel nostro Paese vengono effettuate ogni anno circa 9.000 diagnosi di celiachia. Nel 2021 su un totale di 241.729 celiaci il 70% era rappresentato da donne ( 168.385) e il restante 30% da uomini (73.344).
Cos’è la celiachia: sintomi e diagnosi
I sintomi con cui si manifesta la celiachia vanno dalla dissenteria, al dimagrimento eccessivo, a sintomi extra intestinali, come anemia, astenia, amenorrea, infertilità, aborti ricorrenti, bassa statura, ulcere del cavo orale, osteoporosi, dolori articolari, dermatiti, edemi, alopecia. Fino all’associazione con altre malattie autoimmuni, o complicanze gravi quali l’epilessia con calcificazioni cerebrali o il linfoma intestinale.
La persona celiaca è costretta a seguire per tutta la vita un’alimentazione priva di glutine. E’ necessario, infatti, in soggetti predisposti, ridurre il più possibile anche le contaminazioni, o i rischi di assunzione non diretta di glutine.
“La celiachia – spiega la nostra biologa e nutrizonista Maria Monaco – può essere identificata con assoluta sicurezza attraverso la ricerca sierologica e la biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia. Gli accertamenti diagnostici per la celiachia devono essere eseguiti a dieta libera (dieta che comprende il glutine).
Per la diagnosi definitiva di celiachia – prosegue – è necessaria la biopsia dell’intestino tenue con il prelievo di un frammento di tessuto, per determinare l’atrofia dei villi intestinali attraverso l’esame istologico
La biopsia intestinale – afferma la dott.ssa Monaco – rimane un esame necessario per la diagnosi solo in età adulta. In età pediatrica viene indicata l’esecuzione del test genetico senza biopsia intestinale. In presenza anche di un quadro clinico da malassorbimento e di sintomi correlati all’assunzione di glutine ed in presenza di una positività per gli anticorpi anti-tTg IgA superiore ad almeno 10 volte il valore soglia, confermata dalla positività per gli EmA ig A e dalla presenza del profilo genetico compatibile ( HLA- DQ2 e/o DQ8)”.
Presso Biolab è possibile eseguire esami sierologici Anticorpi anti-tTg, AGA, EmA, screening DQ2/DQ8.
Come affrontarla? Dieta senza glutine
L’unica soluzione per ridurre i sintomi della celiachia è quella di seguire un’alimentazione che escluda il glutine dai propri pasti. Nella dieta delle persone celiache, infatti, sono presenti sia alimenti naturalmente privi di glutine sia prodotti lavorati a contenuto in glutine inferiore a 20 mg/Kg definiti “senza glutine”.
In Biolab, grazie alla preparazione e all’attenzione della nostra biologa nutrizionista, Maria Monaco è possibile seguire, dopo un’attenta consulenza, un piano alimentare su misura ed attento alle esigenze del paziente celiaco.





