Giornata mondiale contro l’ Epatite: cosa sono le epatiti e come prevenirle
Il 28 Luglio ricorre la giornata mondiale dell’epatite, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la diffusione di informazioni utili alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura delle epatiti croniche virali. In Italia, secondo SEIEVA, il Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute coordinato dall’ISS, ci sono stati oltre 500 casi di epatiti virali (A, B, C,E)
Il 28 luglio si celebra in tutto il mondo il World Hepatitis Day, Giornata mondiale dell’Epatite, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel giorno della nascita di Baruch Blumberg (28 luglio 1925), il premio Nobel e biochimico statunitense che per primo ha scoperto il virus dell’Epatite B e sviluppato il vaccino.
Questa giornata è stata istituita per sensibilizzare maggiormente sui rischi connessi a questa malattia e richiamare l’urgenza degli sforzi necessari per eliminare l’epatite come minaccia per la salute pubblica entro il 2030, obiettivo a cui hanno aderito nel 2016 i vari Paesi del mondo.
Epatite: cos’è
L’epatite è un’infiammazione del fegato che può essere di origine infettiva. Le epatiti virali – da definizione dell’ISS – sono processi infettivi a carico del fegato che, pur avendo quadri clinici simili, differiscono dal punto di vista etiologico (diversi virus responsabili dell’infezione), epidemiologico (diversa distribuzione e frequenza di infezione e malattia) e immuno-patogenetico.
In Italia, le epatiti sono comprese tra le malattie per cui è prevista la notifica obbligatoria (Classe II, malattie rilevanti perché a elevata frequenza e passibili di interventi di controllo).
Ad oggi sono noti 5 tipi di epatite virale determinati dai cosiddetti virus epatitici maggiori:
- epatite A
- epatite B
- epatite C
- epatite D (Delta)
- epatite E.
Tuttavia, in circa il 10-20% dei casi l’agente responsabile dell’epatite resta ignoto.
Epatite: i dati nel mondo
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), le epatiti virali rappresentano ancora oggi uno dei principali problemi di sanità pubblica a livello mondiale.
Come riportato dai dati AIFA, infatti, se all’11 luglio 2022 i pazienti avviati al trattamento per l’eradicazione del virus dell’Epatite C erano 239.378, a un anno di distanza il 17 luglio 2023 sono 252.781: vi è stato un incremento di poco più di 13mila persone.
La priorità massima, a livello globale, resta quella di contrastare le infezioni da virus dell’epatite B, C e D. Sono queste a causare un’epatite cronica, spesso asintomatica e destinata a trasformarsi in cirrosi e tumore epatico, responsabili di oltre 1 milione di morti all’anno.
Epatite: come prevenirle
Importantissima la diagnosi precoce, dal trattamento e dalla prevenzione. Essendo spesso un virus silente, diagnosticare l’infezione (spesso in persone ignare di essere state contagiate) può evitare le complicanze di una malattia epatica avanzata e permette quindi l’arresto del virus e l’insorgenza di nuove infezioni.
Per poter rilevare la presenza del virus dell’epatite basta effettuare un semplice test del sangue. Ad oggi l‘epatite C oggi può essere curata con successo, mentre l’epatite B può essere prevenuta attraverso la vaccinazione.
Di recente, grazie allo sviluppo di terapie antivirali efficaci nell’eliminare (epatite C; HCV) o sopprimere (epatite B; HBV) , ha permesso di ridurre progressivamente l’incidenza di cirrosi e delle sue complicanze cliniche (tumore del fegato e insufficienza d’organo), inclusa la necessità di trapianto.
Epatite: quali le analisi da effettuare
Viene richiesto un prelievo del sangue: per l’epatite C va effettuato il test HCV, per l’epatite B si effettua l’Hbv test. Questi alcuni dei test che effettuiamo in laboratorio:
HAV
HAV-M
HBc-M
HBcAb
HBeAb
HBeAg
HBsAb
HBsAg
HCV-Ab
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