Giornata mondiale del Diabete: cos’è, quali sono le cause e come lo si può prevenire
Il 14 novembre si celebra la Giornata mondiale del diabete. La data corrisponde a quella di nascita del professor Banting, che assieme al suo allievo Best isolò l’insulina nel 1921, cambiando la storia dei malati di diabete mellito, permettendone la sopravvivenza. Entro il 2030 l’Onu promette di ridurre di un terzo la mortalità prematura delle malattie non trasmissibili, tra cui il diabete. Approfondiamo insieme
Oggi si celebra la giornata mondiale del Diabete. Questa data è stata scelta dall’International Diabetes Federation (IDF), con l’obiettivo di stimolare i governi a investire maggiormente nella cura, nella prevenzione e nella diagnosi precoce, affinché tecnologie e farmaci siano a disposizione di tutti e sia garantito a tutti l’accesso alle cure.
Quest’anno la campagna intende creare una guida per promuovere l’importanza di attuare politiche e azioni coordinate e condivise per affrontare il diabete come questione sanitaria globale. I temi della Giornata mondiale del diabete 2023 sono la prevenzione del diabete di tipo 2 e le sue complicanze. Slogan: “Conosci il tuo rischio, conosci la tua risposta”, ovvero l’importanza di conoscere il proprio rischio di sviluppare un diabete tipo 2.
Cos’è il diabete
Il diabete mellito è una malattia cronica non trasmissibile caratterizzata da un eccesso di zuccheri (glucosio) nel sangue, nota come iperglicemia. Esistono due tipi o forme principali note come il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2.
L’iperglicemia può essere causata da un’insufficiente produzione di insulina (ossia l’ormone che regola il livello di glucosio nel sangue) o da una sua inadeguata azione.
Il diabete di tipo 1 è caratterizzato dall’assenza totale di secrezione insulinica, mentre il diabete di tipo 2 è determinato da una ridotta sensibilità dell’organismo all’insulina normalmente prodotta da parte dei tessuti bersaglio (fegato, muscolo e tessuto adiposo), e/o da una ridotta secrezione di insulina da parte del pancreas (dalle cellule chiamate beta-cellule). Può col tempo peggiorare a causa di una condizione preesistente di insulino-resistenza.
Il diabete tipo 2 è quello più diffuso e tutt’oggi in crescita. Esistono poi altre forme di diabete legate a difetti genetici delle funzione beta cellulare o dell’azione insulinica, come per esempio le malattie del pancreas esocrino, indotto da farmaci o sostanze chimiche, e il diabete “gestazionale” che può insorgere durante la gravidanza.
Il diabete non manifesta alcun sintomo visivo, se non stanchezza, aumento della sete (polidipsia), aumento della diuresi (poliuria) perdita di peso non ricercata, a volte addirittura concomitante all’aumento dell’appetito, malessere, dolori addominali, sino ad arrivare, nei casi più gravi, a confusione mentale e perdita di coscienza.
Sicuramente l’unico modo efficace per individuarla è la presenza di iperglicemia.
Tra le cause di insorgenza del diabete si riconoscono i fattori genetici (familiarità) e i fattori ambientali (vita sedentaria, abitudini alimentari e altro).
Alimentazione poco sana e vita sedentaria, unitamente allo stile di vita contribuiscono allo sviluppo del diabete tipo 2, i cui fattori di rischio, sintetizza la Idf sono:
- storia familiare di diabete
- sovrappeso
- dieta squilibrata
- inattività fisica
- età avanzata
- pressione alta
- origine etnica
- alterata tolleranza al glucosio (glicemia più alta del livello normale, ma inferiore a quelli che determinano diagnosi di diabete)
- storia di diabete gestazionale
- scarsa alimentazione durante la gravidanza
Diabete nel mondo: i dati dell’Idf
Questi i dati che denuncia l’International Diabetes Federation (IDF)
- Nel 2021 si contavano 537 milioni di persone con diabete nel mondo.
- Il 10,5% della popolazione adulta mondiale (20-79 anni) ha il diabete; quasi la metà ignora di averlo.
- Si prevede che nel 2030 le persone con diabete saranno 643 milioni e arriveranno a 783 nel 2045 (un adulto su 8, con un aumento del 46% rispetto a oggi).
- Tre adulti con diabete su 4 vivono in Paesi a basso o medio reddito.
In Italia nel 2022 si contavano 3,9 milioni di soggetti diabetici (6,6% della popolazione generale), cioè 400mila casi in più rispetto al 2019 (+14%).
Prevenire il diabete
La grande diffusione della malattia di diabete impone la necessità di prestare sempre più maggiore attenzione alla prevenzione primaria e secondaria (attraverso la diagnosi precoce) e sulla necessità di sensibilizzare le persone con campagne di informazione massiccia.
Nel nostro Paese è stata adottata la Nota 100, che estende la prescrizione dei farmaci salvavita anche ai medici di base e, più da recente la Legge 130 del 15 settembre 2023 che dispone, tra le altre cose, controlli diffusi in età pediatrica per diabete mellito e celiachia.
Nelle due diverse forme di diabete, nel caso del tipo 1 la prevenzione si identifica con la diagnosi precoce, del diabete di tipo 2 invece si identifica con la promozione di stili di vita corretti finalizzati anche alla prevenzione dell’eccesso ponderale. L’adozione di uno stile di vita sano e attivo può prevenire fino all’80% dei casi di diabete di tipo 2.
Evidenze scientifiche hanno dimostrato che cambiare gli stili di vita (esempio, raggiungere un peso corporeo equilibrato e svolgere una regolare attività fisica moderata) può aiutare a prevenire lo sviluppo del diabete tipo 2 nelle persone a rischio.
In occasione di questa giornata e con l’obiettivo di promuovere l’importanza della prevenzione l’Idf ha predisposto un questionario che consente a chi lo compila di misurare quale sia il proprio rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 nell’arco di dieci anni.
Per farlo cliccate qui: https://worlddiabetesday.org/type-2-diabetes-risk-assessment/it/
Diabete: quali esami effettuare in laboratorio
Per i pazienti diabetici è fondamentale effettuare gli esami del sangue, fondamentali per la diagnosi precoce e per il monitoraggio costante della malattia.+
Vediamo nel dettaglio quali sono gli esami del sangue più importanti ai fini diagnostici e quali quelli per il controllo periodico del diabete:
Per la diagnosi del diabete
?esame della glicemia a digiuno: permette di valutare il livello di glucosio nel sangue e viene effettuato dopo almeno 8 ore di digiuno; secondo la SID (Società Italiana di Diabetologia) e l’ADA (American Diabetes Association) valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl indicativi di prediabete; mentre valori superiori a 126 mg/dl diagnostici di diabete;
? test da carico orale di glucosio (OGTT) o curva glicemica: permette di individuare alterazioni del metabolismo dei carboidrati. Questo test viene eseguito facendo un prelievo di sangue con misurazione della glicemia prima e due ore dopo aver assunto, per via orale, una soluzione glucosata di 75 grammi. Vengono considerati normali valori di glicemia a due ore inferiori a 140 mg/dl sono da ritenersi normali, indicativi di prediabete valori tra 140 e 199 mg/dl sono e con diagnosi di diabete mellito valori al di sopra dei 200 mg/dl.
? emoglobina glicata (HbA1c): è un parametro indicativo dei livelli di glicemia ‘media’ negli ultimi 2-3 mesi, un valore > 6,5% è diagnostico di diabete, mentre un valore compreso tra 5,7% e 6,4% è indicativo di prediabete.
Per monitorare il diabete
Il controllo del compenso metabolico consiste nel monitoraggio dei valori di glicemia al domicilio mediante glucometro e l’esecuzione di esami di laboratorio specifici:
? controllo della glicemia a domicilio: il paziente esegue il test quotidianamente e in autonomia, per assicurarsi che i valori glicemici siano nella norma;
? controllo dell’emoglobina glicata: l’esame rileva l’andamento della glicemia negli ultimi 3 mesi; è un esame fondamentale per valutare se il diabete è in fase di compenso. Per evitare il rischio di complicanze in soggetti diabetici è opportuno avere un obiettivo di emoglobina glicata di 6,5-7%;
? controllo dell’assetto lipidico è importante per ridurre il rischio di andare incontro a complicanze cardiovascolari. Lo si esegue monitorando i valori del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue.
E’ altresì opportuno nei pazienti diabetici, specie se conviventi da anni con la malattia, sottoporsi con frequenza ad una serie di esami, come:
- il controllo dell’albumina nelle urine: la presenza di piccole quantità di albumina nelle urine (microalbuminuria) può comparire negli stadi molto precoci della nefropatia diabetica;
- controllo della clearance della creatinina: la clearance della creatinina è la quantità di sangue filtrata dal rene per minuto ed è indicativa, quindi, della corretta funzionalità renale;
- analisi delle urine: serve per valutare la corretta funzionalità renale nel complesso e se ci sono infezioni in corso;
- urinocoltura: questo ulteriore esame è utile per rilevare la tipologia dell’eventuale infezione presente.
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